Se la banalità del bene può salvare un bambino (di Massimiliano Lussana)

Proprio per questo, proprio perchè non ho ancora metabolizzato tutta questa storia, proprio perchè non riesco ad essere mitridatizzato rispetto ai veleni e alle bruttezze dell’umanità, oggi ci tengo a raccontarvi un’altra storia di bambini, una storia bella.
Ed è la storia messa in piedi da alcuni nostri amici storici, di quelli che non tradiscono mai, di quelli che ci sono sempre stati vicini. E sono i volontari del Cav-i, il centro di aiuto alla vita ingauno di Albenga, guidati dagli instancabili Eraldo Ciangherotti e Ginetta Perrone, due che se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Qualche sera fa ci hanno fatto un bellissimo regalo: una festa in cui si festeggiavano insieme i papà e i trentacinque anni del Giornale di Genova e della Liguria. Una festa in cui i bambini ballavano e si divertivano. Una bella festa.
Ma la loro festa dovrebbe essere quotidiana. Perchè Eraldo, Ginetta e tutti i loro amici salvano le vite, approfittando della parte bella della legge 194, che non è una legge di vita, dato che è quella sull’aborto. Ma riconosce anche un ruolo ai volontari e alla forza dell’amore.
Così, quelli del Centro di aiuto alla vita di Albenga si mettono in ascolto, tutto l’anno, tutti i giorni, nella loro sede di via Trieste 18/1 (telefono 334/9747885; numero verde nazionale 800/813000; mail centroaiutovitaingauno@ilgiornale.it[NOTE][/NOTE]; per offrire contributi conto corrente intestato a Centro aiuto vita ingauno presso Banca Carige agenzia numero 200 di Albenga codice Iban IT07W0617549250000001842880 e ci sarà anche la possibilità di destinare il 5 per mille con il 730), dal primo settembre al 31 luglio (e in agosto al telefono) il martedì dalle 11 alle 13, il giovedì dalle 9 alle 12 e il venerdì dalle 16 alle 18.
Capisco che i particolari tecnici non siano eccitanti. Ma, mai come questa volta, sono importanti. Così come raccontare cosa fanno Eraldo e i suoi fratelli di passione civile e umana: ad esempio raccolgono vestiti premaman, indumenti per bimbi, accessori per lattanti, alimenti e tutto quello che serve ai neonati, dai lettini alle carrozzine, passando per i seggiolini. Ma, soprattutto, sono una specie di pronto soccorso che interviene quando la vita è in pericolo. Aiutando le mamme che hanno problemi a portare a termine la gravidanza o permettendo il parto in ospedale anche a chi non ha intenzione di tenersi il bambino.
Oltre al sostegno in materiali, cibo e vestiti, il Cav-i prevede anche un aiuto economico, il progetto Gemma che è una forma di adozione prenatale a distanza. Per diciotto mesi, dal terzo mese di gravidanza al primo compleanno, viene erogato alla mamma che ha deciso di non abortire un contributo mensile di 160 euro, offerto da sponsor che credono nella vita e nella sua difesa.
Sul volantino di Eraldo, Ginetta e dei loro amici, c’è uno slogan: «Noi combattiamo l’aborto con l’adozione. Se una mamma non vuole il suo bambino, lo dia a me, perchè io lo amo».
Sono parole di Madre Teresa di Calcutta. Sono parole che riconciliano con l’umanità. Sono parole che Ale meritava di sentire.
Perrone, CAV-i: Anche a Cip&Vip d'Albenga il volontariato è qualcosa che piu' ce n'e' meglio e'
Comunicato stampa inoltrato, questa mattina 22.03.10, alle ore 9.49. Subito pubblicato su www.savonanews.it (con foto originale) e su www.albengacorsara.it (dopo nostra segnalazione), mentre su www.ivg.it alle ore 13.45.
Quando l’ADSL non viaggia sempre alla stessa maniera per tutti… E.C.
“Abbiamo sempre apprezzato la partecipazione del mondo del volontariato alle iniziative comunali. Come dice la vecchia canzone di Dario Baldambembo, ‘L’amico è”, anche il volontariato è qualcosa che piu’ ce n’e’ meglio e’. Nessuno di noi, citando i vari rappresentanti, sostenitori e affezionati, ha voluto accusare di “connivenza con una coalizione” né le associazioni nè le istituzioni presenti alla manifestazione “Cip e Vip d’Albenga”. Sarebbe assurdamente strumentale una polemica simile. Semplicemente abbiamo espresso tutto il nostro rammarico, per non aver ricevuto l’invito a partecipare all’evento anche noi, come Centro di Aiuto alla Vita. La grande affluenza di gente nel centro storico di Albenga e la presenza stessa della “Tabbòmobile” elettorale sul piazzale del Comune e lungo via Enrico D’Aste dicono già tutto il successo di questa manifestazione nei suoi obiettivi iniziali, senza che noi entriamo nel merito. Però, anche io con le mie volontarie avrei voluto il nostro stand in piazza San Michele o nella Piazza del Monumento dei Caduti”. Lo dichiara Ginetta Perrone, vicepresidente del Centro Aiuto Vita ingauno di Albenga, rispondendo alle dichiarazioni di Massimo Carcheri, candidato al consiglio comunale in quota PD, in merito alla manifestazione CIPeVip d’Albenga.
Ciangherotti (Centro Aiuto Vita-ingauno): Albenga non è ancora a misura di disabile
“L’assessore Vincenzo Damonte, tra una gara d’appalto e l’altra, si ponga, oggi, tre semplici domande, dopo la sua replica all’inchiesta lanciata dal Secolo XIX lunedì scorso. Le barriere architettoniche, ad Albenga, ci sono ancora? Viale Pontelungo, via dei Mille, viale Martiri, Viale Italia, il lungomare e altre vie principali della città presentano ancora evidenti ostacoli in prossimità degli attraversamenti pedonali che mettono a serio rischio di vita i disabili? La pedana per i disabili che accedono ai binari della Stazione ferroviaria di Albenga, è fuori uso da quasi un anno? Bene. Dopo aver dato le opportune risposte, Vincenzo Damonte si metta sotto. Basta polemiche, ma fatti. L’assessore Damonte si occupi delle barriere architettoniche con la stessa passione con la quale dedica il suo tempo alle pratiche edilizie della città. Quando avrà rimosso tutti gli ostacoli per chi vive in carrozzella, Damonte allora sarà lui un ottimo paladino, questa volta per i disabili”. Lo afferma Eraldo Ciangherotti, presidente del Centro Aiuto Vita-ingauno, rispondendo alle polemiche dichiarazioni dell’Assessore Damonte in merito all’abbattimento delle barriere architettoniche ad Albenga.
“Di fronte alle denunce di una disabile – continua Ciangherotti - Vincenzo Damonte dice di avere la sensazione che vengano strumentalizzati i giusti bisogni delle persone. Il nostro Assessore ai Lavori pubblici non avrà mica la coda di paglia? Se l’amministrazione, di cui fa parte, ha provveduto a rimuovere le barriere architettoniche della città, cosa teme Damonte? Lasciamo che siano i fatti a parlare. La documentazione fotografica riportata dal quotidiano ligure, denuncia solo una piccolissima parte dei disagi che ancora oggi i disabili devono affrontare. Sono ancora moltissimi infatti gli edifici pubblici e le strade ad oggi inaccessibili a chi è costretto su una sedia a rotelle. Inviatiamo l’assessore Damonte a fare un giro con noi e Caterina in carrozzella per verificare di persona quanto drammatica possa essere la semplice quotidianità di un disabile ad Albenga ”.
“E’ vero – prosegue Ciangherotti - che il Centro Aiuto Vita-ingauno, in accordo con alcuni disabili di Albenga, aveva espresso ampia fiducia per l’impegno da parte del Comune a rifare i marciapiedi di Via Genova, ma è altrettanto vero che, per ottenere quel risultato, abbiamo dovuto lottare con tutte le nostre forze, arrivando anche allo scontro mediatico contro la sordità di certa amministrazione e preparando un dvd in occasione della scorsa nottina bianca dei nonni che Rai3 ha trasmesso durante il tg regionale. Il Comune di Albenga, con i lavori pubblici in corso d’opera in Via Genova ha dovuto riparare alla videodenuncia pubblica della disabile Caterina costretta a camminare in carrozzella in mezzo al traffico delle macchine e degli autobus, tra le barriere architettoniche imponenti, per dimostrare l’incubo di chi vive in carrozzella e di ciò siamo certo felici”.
“Quindi, si metta al lavoro, subito, l’Assessore Damonte, e senza polemiche, perchè gli restano ancora 26 giorni per poter rendere la città di Albenga piu’ a misura di disabile. Noi continueremo a ricoprire il ruolo di difensori dei più deboli e saremo sempre portavoce dei disagi di disabili, donne e bambini”. Conclude Ciangherotti.
Piccola Manhattan alla “marina di Albenga”
La marina di Albenga come Manhattan. Grattacieli e palazzi. Tra qualche anno, la zona mare della città potrebbe davvero subire un radicale cambiamento. Con un impatto ambientale per certi aspetti sproporzionato. Lo scenario è presto fatto. Ed è sotto gli occhi di tutti. Basta avere una buona resistenza psico-fisica di quasi 24 ore per scaricare dal sito internet del Comune di Albenga il PUC della città. Tra le tante manovre del piano e i tanti ambiti urbani di riqualificazione lo sguardo è subito catturato dall’area, quella della marina di Albenga, compresa tra la foce sinistra del Centa, Viale 8 marzo e ad ovest in parte dal tracciato ferroviario e in parte da via Patrioti. Qui la zona della nostra marina sarà riqualificata dall’arrivo di diversi palazzi “più alti” rispetto all’attuale grattacielo di piazza Matteotti. Ma andiamo nel dettaglio a vedere cosa è contenuto nel PUC. È interessante rilevare il rapporto tra il carico insediativo aggiuntivo, cioè i palazzi di nuova edificazione, e il contributo alla città pubblica. In altre parole quale sarà l’utilità pubblica che i cittadini trarranno dal nuovo Piano Urbanistico Comunale della zona mare di Albenga.
Cominciamo dal distretto MR1, l’area delimitata dalla foce del Centa (lungo Centa - Croce Bianca) il lungomare C. Colombo, il rilevato della linea ferroviaria Genova-Nizza e il margine urbano sud della marina di Albenga. In questo distretto, formato da una superficie territoriale di 69.700 mq, sono previsti 12.600 mq. di nuova costruzione, incrementabili di altri 5.000 mq. Per un 50% saranno abitazioni con un “edificato denso verticale” di 6 piani fuori terra (f.t.). E per il resto un “edificato concentrato” di 8 piani f.t. per le funzioni ricettiv-turistico-ludiche e 2 piani f.t. per la funzione commerciale. Contributo alla città pubblica saranno un parco urbano di 25.000 mq con due piazze all’interno e una pista ciclopedonale nord-sud che colleghi Viale Italia con la foce. E la domanda qui già sorge spontanea. Per avere ad Albenga un parco urbano di queste dimensioni è necessario far realizzare tutta questa volumetria? Ad Albenga c’è bisogno di così tanta superficie residenziale in più? Ma andiamo avanti.
Il distretto MR2 è costituito dall’area di Piazza Corridoni, prospiciente il lato sud dello scalo ferroviario e il sottopasso di viale Italia. In questa zona, ad oggi di proprietà del Comune, è prevista, in prossimità della sala giochi, una nuova costruzione di 400 mq di superficie agibile, 4 piani f.t., con funzione residenziale. Questa volta si tratterà, di edilizia in locazione a canone calmierato. L’intervento prevede anche la sistemazione della piazza Corridoni. Chissà chi comprerà l’operazione…
Il distretto MR3 comprende un’area urbana delimitata dal rilevato della linea ferroviaria Genova-Nizza, Viale Italia, Via G.Gallilei e via E. Fermi. In poche parole l’area del ex-Minisport… Qui, su una superficie territoriale di 14.200 mq verrà edificata una nuova costruzione di 8 piani f.t., a edificazione densa verticale, di 7.000 mq di cui l’80 % a funzione abitativa. Il restante 20% suddiviso in una costruzione di 8 piani f.t. per funzione ricettivo-turistico-ludica e commerciale. Il contributo per la città sarà, in questo distretto, la realizzazione di spazi attrezzati pubblici integrati (piazza) per 2000 mq. E solo il 10% della superficie agibile abitativa sarà destinato a locazione a canone calmierato.
Il distretto MR4, invece, costituito dall’attuale sede dell’ortofrutticola albenganese, appare ancora più interessante. Si, perché nell’area delimitata da via Dalmazia, Via Sempione, Via Patrioti e Via F. Chiesa, su una superficie territoriale complessiva di 12.500 mq. verrà edificata una nuova costruzione. In tutto 12.800 mq. tra edificazione compatta orizzontale, densa verticale e concentrata. La costruzione sarà alta 16 piani e, per un 80%, avrà funzione abitativa. Per il restante 20% avrà funzioni ricettivo-turistico-ludica, commerciale e direzionale. Soltanto il 10% della superficie agibile abitativa sarà in locazione a canone calmierato. Come contributo per la città è prevista la realizzazione di un parco urbano integrato con spazi aperti strutturati (piazza) pari a 7000 mq. e funzioni di servizio per 1500 mq.
Il distretto MR5, l’ultimo, comprende l’area retrostante l’Ortofrutticola, delimitata da Viale 8 marzo a sud, via Che Guevara ad est e da un canale scolmatore e aree agricole ad ovest e a nord. Qui, in una superficie territoriale 62.600 mq. verrà edificata una nuova costruzione a 6 piani f.t.. Si tratta di un’edificazione densa verticale, di 21.000 mq., destinata, per un 50%, a funzione abitativa e il resto a funzione ricettivo-turistico-ludica, commerciale, direzionale e di servizio. Il 20% della superficie agibile abitativa sarà in locazione a canone calmierato. Il contributo per la città prevede la realizzazione di un parco urbano di 30.000 mq. e di una piazza. In più l’esecutore dell’operazione edile dovrà farsi carico di contribuire alla realizzazione, in quota parte pari al 30%, di un parcheggio multipiano a supporto delle funzioni portuali.
Facciamo le somme di tutti i distretti. 45.000 mq di edilizia residenziale, solo nella zona mare, per un totale di 750 alloggi, stando all’ipotesi di una media di 60 mq. per ciascuna unità abitativa. In poche parole, questo PUC o mira ad incrementare la vendita delle seconde case o è davvero ottimista nelle previsioni dell’andamento demografico dei prossimi 15 anni. “A sostenere la crescita demografica una positiva evoluzione del sistema economico locale, trainato da una filiera agricola specializzata che muove un importante indotto di forniture e di servizi e che configura con tutta evidenza Albenga come capitale agricola della Regione”, si legge, in prima pagina, sul fascicolo della Relazione illustrativa del PUC. E mentre in Liguria il tasso di natalità è sotto zero e l’economia locale gioca a sfavore dell’acquisto della prima casa per le giovani coppie, ciò nonostante il Comune di Albenga va in controtendenza perché con il mattone ha deciso di investire su famiglia e natalità.
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